{"id":13406,"date":"2021-02-11T13:56:04","date_gmt":"2021-02-11T11:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pronokal.com\/it\/?p=13406"},"modified":"2021-02-12T13:57:15","modified_gmt":"2021-02-12T11:57:15","slug":"intervista-alla-dott-ssa-antonella-savoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pronokal.com\/it\/2021\/02\/11\/intervista-alla-dott-ssa-antonella-savoia\/","title":{"rendered":"Intervista alla Dott.ssa Antonella Savoia"},"content":{"rendered":"<p>In questa sezione del Blog continuano le testimonianze dei professionisti che adoperano con grande successo il metodo PNK per la cura dei propri pazienti.<\/p>\n<p>In questa intervista incontriamo la Dott.ssa Antonella Savoia, specialista in endocrinolgia, esperta in nutrizione e medicina estetica.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La prima domanda che abitualmente poniamo ai professionisti \u00e8 come ha scoperto il metodo PNK nel corso della sua carriera e quali sono i vantaggi che questo metodo ha apportato nell\u2019ambito della sua attivit\u00e0 professionale?\u201d <\/em><\/p>\n<p>Sono sempre stata un&#8217;appassionata del protocollo terapeutico chetogenico, sin dai tempi in cui ero specializzanda. Ero curiosa e andavo alla ricerca di protocolli terapeutici alternativi che potessero aiutare i pazienti in sovrappeso o con obesit\u00e0 e quello chetogenico mi \u00e8 sembrato da subito un metodo estremamente interessante. I primi protocolli proponevano dei percorsi meno particolareggiati rispetto al metodo PNK, tuttavia mi sono resa conto da subito dell\u2019efficacia della metodologia. Fino a quando \u00e8 stato importato in Italia e ho trovato il metodo PNK estremamente interessante in quanto molto medicalizzato. E\u2019 idoneo infatti soprattutto per i pazienti con sindrome metabolica, con obesit\u00e0 o comunque difficili da trattare con protocolli dietetici tradizionali o classici chetogenici. Di fatto ho trovato con il metodo PNK una risoluzione importante. Il vantaggio principale \u00e8 stato il notevole supporto scientifico.<\/p>\n<p>Ho avuto modo di leggere diversi articoli pubblicati su PUBMED, basati sul metodo cos\u00ec come proposto dall&#8217;azienda. Ci\u00f2 rappresenta un valido supporto alla nostra pratica clinica e hanno coadiuvato ancor di pi\u00f9 l\u2019interesse verso tale metodologia.<\/p>\n<p>Inoltre l&#8217;efficacia riscontrata nei singoli pazienti \u00e8 sorprendente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Lei ha parlato di scientificit\u00e0 ed efficacia. Ci racconti, dato che Lei \u00e8 una specialista in endocrinologia, proprio l\u2019aspetto della scientificit\u00e0. Come vede questo metodo applicato alle patologie endocrine? <\/em><\/p>\n<p>Nella patologia endocrina l\u2019interesse principale \u00e8 orientato alla patologia metabolica. Ho trovato molto interessante l\u2019applicazione di questa metodologia nei pazienti affetti da iperinsulinemia e insulino-resistenza, quindi da obesit\u00e0 viscerale. Lo utilizzo ormai nella mia pratica clinica come strumento terapeutico unico nel trattamento della lipoinfiammazione, che sarebbe il processo cronico infiammatorio che si innesca in quei pazienti che presentano una localizzazione del grasso specie a livello addominale.<\/p>\n<p>Si tratta di pazienti che hanno oltre all\u2019obesit\u00e0 viscerale e insulino-resistenza anche altre situazioni cliniche come l&#8217;ipertensione arteriosa, l\u2019iperuricemia, l\u2019iperglicemia fino ad arrivare al diabete. Quindi ho trovato il metodo interessante proprio perch\u00e9 alternativo a una vera e propria terapia e dico sempre a tutti i pazienti che iniziano il percorso che sono sottoposti a un vero e proprio protocollo terapeutico\u2026 Dopo inizier\u00e0 il percorso dietologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in altre occasioni ma ci spieghi meglio nella sua pratica clinica cosa dice al paziente quando parla di protocollo terapeutico prima e di percorso dietologico successivamente\u2026<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un aspetto importante, i pazienti devono sapere che si approcciano a una vera e propria terapia. Come tale deve essere seguita nella sua interezza e con tutte le indicazioni date dal professionista.<\/p>\n<p>Il secondo rappresenta un momento importante ma \u00e8 pi\u00f9 facile, in quanto \u00e8 gi\u00e0 motivato sia per la riduzione del peso corporeo ma anche perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il miglioramento evidente di tutti i parametri ematochimici e metabolici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A questo punto ci racconti una sua esperienza \u201cterapeutica\u201d con il metodo<\/em> <em>PNK<\/em><\/p>\n<p>Mi piace sottolineare che oltre la condizione di insulino-resistenza, una delle patologie endocrine di interesse molto attuale \u00e8 quella della ridotta fertilit\u00e0, sia femminile che maschile. \u00c8 possibile migliorare questo aspetto con il metodo PNK e lo trovo molto utile. La riduzione dell\u2019insulino resistenza e il calo di peso, migliorano la fertilit\u00e0.<\/p>\n<p>Venendo alla sua domanda, una paziente mossa dal desiderio di maternit\u00e0 si \u00e8 sottoposta al protocollo chetogenico PNK. \u00c8 stata veramente attenta e precisa nel seguire il protocollo, avendo alla base una grossa motivazione. \u00c8 stata una grande spinta che ha permesso a questa mia paziente di seguire il protocollo perfettamente in tutta la sua interezza e rispettando tutti i suggerimenti dati.<\/p>\n<p>Per cui abbiamo ipotizzato un calo ponderale di circa 30 kg, che \u00e8 stato portato a termine a poco a poco. L\u201980% della perdita del peso \u00e8 stata raggiunta nei primi 3 passi del protocollo, nella fase di chetogenesi in senso stretto; il 50% \u00e8 stato perso nella fase 1. Anche tutti i passi successivi sono stati eseguiti con grande motivazione e attinenza al protocollo da parte della paziente tanto da raggiungere il nostro obiettivo alla fine del percorso che \u00e8 durato circa sei mesi. La paziente \u00e8 stata molto brava ad entrare nella multidisciplinarit\u00e0 del metodo. Infatti il metodo suggerisce oltre al rapporto medico\/paziente e all\u2019attinenza ad un protocollo chetogenico in senso stretto, l&#8217;importanza dell&#8217;attivit\u00e0 fisica, nel praticare esercizi specifici finalizzati alla stimolazione muscolare nelle sue prime fasi e successivamente prevede l&#8217;aggiunta di un lavoro aerobico nelle fasi successive quando il paziente \u00e8 sottoposto all\u2019educazione alimentare.<\/p>\n<p>L\u2019importanza anche dell&#8217;attivit\u00e0 fisica ha fatto s\u00ec che il suo dimagrimento sia stato tutto localizzato alla perdita del tessuto adiposo riducendo quindi la massa grassa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Approfittiamo della sua presenza per approfondire un aspetto che finora non abbiamo ancora affrontato sul nostro blog. Lei \u00e8 un&#8217;esperta anche in medicina estetica. Qual \u00e8 il valore aggiunto che pu\u00f2 dare il metodo PNK dal punto di vista della medicina estetica?<\/em><\/p>\n<p>Da tempo c&#8217;\u00e8 interesse nel mondo medico estetico per la dieta chetogenica, c&#8217;\u00e8 un\u2019importante correlazione in soggetti, non particolarmente obesi, ma con adiposit\u00e0 localizzate e in pazienti con lipodistrofia per i quali si favorisce il rimodellamento di questi inestetismi garantendo un dimagrimento mirato e il rispetto della massa magra. Quindi trova una particolare indicazione in questi soggetti che giungono alla nostra osservazione col desiderio di perdere pochi chili. E grazie al metodo PNK, nello specifico con il metodo <em>PNK DEFINE<\/em>, siamo riusciti a trovare la chiave di lettura per questi pazienti. Il metodo garantisce una riduzione delle adiposit\u00e0 localizzate, l\u00ec dove sono presenti, in un percorso molto integrato dove l\u2019attivit\u00e0 fisica \u00e8 fondamentale, il che garantisce sempre il mantenimento della massa magra quindi il supporto delle strutture cellulari, il cosidetto \u201cBCM\u201d che nei regimi dietologici tende a deperirsi, favorendo perci\u00f2 un dimagrimento mirato e non di deperimento.<\/p>\n<p>Il trattamento delle zone con adiposit\u00e0 localizzate \u00e8 favorito anche dalla combinazione con la crema lipolitica che fornisce stesso l&#8217;azienda che va a completare l&#8217;azione mirata di mobilizzazione del grasso. Anche in questo caso \u00e8 importante completare il percorso con la rieducazione e con l&#8217;adattamento metabolico, perch\u00e9 le tre settimane di passo 1 da sole non sarebbero sufficienti a garantire un risultato a lungo termine.<\/p>\n<p>Spesso questi pazienti, nella necessit\u00e0 di dover perdere pochi chili, tendono a completare il percorso dietologico dopo 3 sole settimane di chetogenica. Il metodo <em>PNK DEFINE<\/em> \u00e8 caratterizzato da 3 settimane di una chetogenica molto serrata caratterizzata da soli pasti proteici sostitutivi con aggiunta delle verdure e integrazione, pi\u00f9 un percorso successivo di adattamento metabolico che serve proprio a consolidare il peso perso nelle prime tre settimane. Questo pertanto \u00e8 fondamentale al fine di garantire un risultato a lungo termine. Nei pazienti invece c\u2019\u00e8 la tentazione di limitarsi al periodo di 3 settimane, periodo di massimo risultato.<\/p>\n<p>Bisogna perci\u00f2 invitare sempre i pazienti a fare tutto il protocollo, dopo aver reintegrato gradatamente tutto favorendo una stabilizzazione del metabolismo per garantire risultati duraturi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ci racconti adesso un\u2019esperienza secondo lei particolarmente caratterizzante del metodo PNK DEFINE.<\/em><\/p>\n<p>Il caso che mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 quello di un\u2019amica. Solitamente quando si mettono in terapia amici e parenti si rischia sempre tanto, in questo caso \u00e8 andato molto bene. Si trattava di un&#8217;amica che presentava un moderato sovrappeso, un peso di circa 68 kg accompagnato da un linfedema, con localizzazione soprattutto agli arti inferiori di un\u2019adiposit\u00e0 con tendenza all&#8217;accumulo di linfa alle caviglie. La paziente ha avuto un progressivo dimagrimento pi\u00f9 marcato nelle fasi finali, in quanto nella fase di chetogenesi dopo le prime 3 settimane, la paziente riportava un calo ponderale di circa 3 kg ma solo successivamente e alla fine del protocollo di adattamento, dopo il periodo estivo, ha riportato un calo ponderale complessivo di circa 8 chili. Ho trovato interessante il miglioramento della stasi linfatica, chiaramente collegato alla riduzione del rapporto lipidico e a un regime dietetico a basso apporto lipidico in associazione al meccanismo chetogenico che determina questo rimodellamento localizzato. Un bel risultato insomma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ringraziamo la dott.ssa Antonella Savoia x questa esaustiva e molto interessante intervista e per finire le chiediamo di raccontarci come presenta il metodo PNK al paziente che arriva al suo studio, chiedendole di dimagrire. <\/em><\/p>\n<p>Presento sempre il metodo come una soluzione terapeutica. Nel momento in cui faccio una diagnosi di una una condizione patologica, mettendo in evidenza le alterazioni metaboliche di cui abbiamo parlato, diventa facile: viene tutto da s\u00e9. Quando il paziente comprende l\u2019importanza della lipoinfiammazione, della riduzione del grasso viscerale<\/p>\n<p>attraverso il meccanismo chetogenico, attraverso la presenza degli Omega-3 contenuti negli alimenti, quando spiego loro che la ristrutturazione del tessuto adiposo determiner\u00e0 una risoluzione della patologia infiammatoria, non diventa molto difficile iniziare e proseguire il percorso del metodo PNK in maniera completa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In questa sezione del Blog continuano le testimonianze dei professionisti che adoperano con grande successo il metodo PNK per la cura dei propri pazienti. 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