Un approccio nutrizionale emergente: la dieta chetogenica nel controllo della emicrania
17 Feb 2026La Dott.ssa Cristina Robba, Nutrizionista Clinica, accompagna il lettore in un approfondimento dedicato al ruolo dell’alimentazione nella gestione dell’emicrania, a partire dalle conoscenze acquisite durante la partecipazione alla Scuola SIE e dalle più recenti evidenze scientifiche. In questo contributo viene esplorato il potenziale della Very Low-Calorie Ketogenic Diet (VLEKT) come approccio nutrizionale innovativo e complementare nella prevenzione dell’emicrania. L’articolo illustra in modo chiaro e accessibile come la chetosi nutrizionale possa agire su specifici meccanismi metabolici e neurofisiologici coinvolti nella patologia, contribuendo alla riduzione della frequenza e della severità degli attacchi e, in molti casi, anche del ricorso ai farmaci. La VLEKT viene così presentata come uno strumento pratico e mirato, inseribile in un percorso di cura integrato e personalizzato, orientato al miglioramento della qualità di vita del paziente emicranico.
Questo uno degli argomenti che è stato ampiamente trattato durante la prima parte del corso patrocinato dalla Società Italiana di Endocrinologia sugli aspetti fondamentali della dieta chetogenica VLEKT associata alle patologie cliniche. Una vera e propria scuola, la KETO-SIE VLEKT School il cui obiettivo è fare formazione su un regime alimentare che può diventare “terapeutico” nel corso di molteplici patologie.
Alla Professoressa Alessandra Feraco l’onere di tenere una lezione sul sorprendente legame tra dieta chetogenica e cervello.
L’emicrania, patologia che affligge gran parte della popolazione soprattutto femminile, è sicuramente una patologia complessa, causata da molteplici aspetti patogenetici.
Come ampiamente illustrato durante il corso, i fattori scatenanti gli attacchi di emicrania, che posso essere molteplici nell’arco di un mese in alcuni pazienti, e quindi fortemente invalidanti per la vita personale, lavorativa e sociale, sono legati ad alterazioni del metabolismo energetico cerebrale, a modifiche della infiammazione dei neuroni e conseguentemente della eccitabilità neuronale.
A scatenare gli attacchi di emicrania, la cui diagnosi è sempre effettuata con criteri clinici, sono spesso fattori che possono presentarsi frequentemente nella vita quotidiana. Sono stati riassunti dalla prof.ssa Feraco in una bella diapositiva illustrata nel corso che citava le più comuni cause scatenati gli attacchi emicranici come le alterazioni del sonno, che fosse troppo o troppo poco, lo stress ma anche il rilassamento successivo, il digiuno o il salto dei pasti, l’alcool, le forti stimolazioni odorose come il fumo di sigaretta o profumi intensi, le variazioni ormonali fisiologiche come il ciclo mestruale ma anche la assunzione di terapie come i contraccettivi orali, i forti rumori, le luci forti tra queste soprattutto la luce blu, l’alcool, ma anche l’esercizio fisico intenso, inclusa la attività sessuale.
Tutti stimoli molti comuni, ai quali sicuramente la maggior parte della popolazione è sottoposta, tuttavia non tutti presentano attacchi emicranici.
Cosa c’è di diverso nei soggetti che invece ne sono affetti?
Con una bella immagine riassuntiva la prof.ssa Feraco illustra le alterazioni metaboliche del paziente emicranico, che sono legate al metabolismo del glucosio, alla capacità antiossidante e alla disfunzione mitocondriale, organelli all’interno delle cellule deputati alla produzione di energia. Concetti clinici impegnativi che possiamo semplificare spiegando che un’alterazione della funzione di questi mitocondri provoca una riduzione di produzione di ATP, la nostra “energia”, e che le alterazioni o meglio le fluttuazioni della glicemia possono divenire fattori di scatenamento dell’attacco emicranico.
Numerosi studi clinici, i più recenti citati e riassunti durante il corso, hanno evidenziato che le diete chetogeniche, ossia un regime alimentare con drastica restrizione di carboidrati, inducono la produzione da parte dell’organismo dei corpi chetonici, oltre che l’attivazione del metabolismo lipidico.
I corpi chetonici sono un ottimo carburante per i neuroni in quanto producono elevate quantità di ATP, possiamo definire i corpi chetonici un carburante molto più efficiente che aiuta quindi la produttività mitocondriale dei nostri neuroni, rendendo quindi energeticamente più stabile il cervello, che è meno propenso ad avere “crisi emicraniche”. Ma il valore aggiunto della dieta chetogenica sta anche nel migliorare la ipereccitabilità dei neuroni, li rende meno propensi a scatenare attacchi.
I corpi chetonici sono anche ottimi antiinfiammatori, diminuiscono lo stress ossidativo e le citochine infiammatorie. Meno infiammazione, meno attacchi emicranici.
Inoltre, punto molto importante per la comprensione dell’utilizzo della dieta chetogenica nell’emicrania, essa elimina i picchi insulinemici, garantendo un apporto costante di energia al cervello.
Si tratta di meccanismi molto complessi, tuttavia è ormai validato da studi clinici il risultato che i pazienti a dieta chetogenica riducono drasticamente il numero di attacchi di emicrania già nel primo mese di applicazione della VLEKT.
Come ribadito durante il corso, spesso l’emicrania si associa a diabete di tipo 2 e sindrome metabolica, a obesità ed insulino resistenza. Il calo ponderale di per sé migliora la patologia, ma l’utilizzo di VLEKT come il Metodo PronoKal® con i meal replacements che negli studi clinici citati sono stati positivamente accettati dal paziente, ci permette di capire come “dal piatto alla testa” sia possibile davvero, con la dieta chetogenica, agire in modo positivo sul benessere generale del paziente emicranico.
Un cervello meglio nutrito è meno incline a scatenare l’attacco, consentendo un minor utilizzo di farmaci, poiché un cervello meno infiammato è più efficiente dal punto di vista energetico e soprattutto meno eccitabile.
Come conclude la professoressa Feraco , la dieta chetogenica non è solo una dieta per dimagrire, ma una vera e propria terapia metabolica per alcune persone affette da emicrania ricorrente invalidante.
