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Sguardo ampio sulla PCOS e la VLEKT

16 Mar 2026

La Dott.ssa Cristina Robba, nefrologa e nutrizionista clinica, approfondisce il ruolo dell’alimentazione nella gestione della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), riprendendo i contenuti presentati alla Scuola SIE 2025 ed evidenziando come la dieta chetogenica e il Metodo PronoKal® possano favorire il miglioramento dell’equilibrio metabolico e ormonale, la perdita di peso e il benessere generale.

Perché si parla di sindrome dell’ovaio policistico alla Scuola di terapia dietetica chetogenica patrocinata dalla Società Italiana di Endocrinologia?

Ampia risposta a questa domanda è stata data dalla prof. Alessandra Gambineri della Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

Il corso di dieta VLEKT, patrocinato dalla SIE, non poteva infatti non affrontare i benefici della dieta chetogenica nella sindrome dell’ovaio policistico o PCOS, che non è solo un disturbo ginecologico legato ad irregolarità del ciclo mestruale o a infertilità, ma è da considerarsi come una sindrome complessa, caratterizzata da un disordine endocrino e metabolico molto eterogeneo e invalidante per le donne che ne sono affette.

È emerso che la PCOS non si manifesta nello stesso modo in tutte le donne, ma ha molteplici sfaccettature, che vanno dalle alterazioni ovulatorie sino alla infertilità. Inoltre, vi è l’aspetto all’irsutismo con o senza acne, causato dell’aumento di “ormoni maschili”, condizione psicologicamente molto invalidante che peggiora la qualità di vita e il rischio metabolico.

Alla base di molti sintomi e segni legati all’ovaio policistico vi è infatti il meccanismo noto della insulino resistenza. Molteplici studi clinici da anni hanno dimostrato come le donne affette da policistosi ovarica abbiano un rischio molto più elevato di sviluppare diabete di tipo 2, e ciò è ancora più significativo in donne con obesità. Questa condizione, che peggiora il profilo lipidico, aumenta il grasso viscerale e il rischio cardiovascolare, alimenta poi un circolo vizioso: quello che lega obesità a fertilità.  Infatti, nelle donne obese la sindrome è più severa, l’ovulazione è meno frequente, e anche coloro che si affidano alla procreazione medicalmente assistita sono meno rispondenti alle terapie.

Ecco che quindi la perdita di peso rappresenta un vero trattamento terapeutico di prima linea in queste donne. Ma quale strategia dietetica adottare? Uno dei temi centrali della presentazione della professoressa Gambineri è stata infatti la dieta chetogenica a bassissimo apporto calorico, i cui studi hanno evidenziato come questo approccio nutrizionale sia in grado di favorire una rapida riduzione del peso ma soprattutto del grasso viscerale, migliorando quindi la resistenza all’insulina, punto focale della PCOS. Durante il calo di peso con VLEKT si riducono anche i livelli di testosterone e ormoni androgeni, aumenta invece la proteina che lega gli ormoni sessuali, la SHBG potendo migliorare così la funzione ovulatoria in una percentuale di pazienti.

In particolare, sono stati esposti i dati di uno studio scientifico di 16 settimane che ha arruolato donne obese con PCOS: un gruppo è stato trattato con VLEKT con il Metodo PronoKal® e il gruppo “di controllo” è stato posto a dieta a basse calorie.  Nel gruppo “di intervento” che ha seguito i 5 passi del percorso chetogenico sono stati raggiunti tutti gli obiettivi in termini di perdita di peso, diminuzione di circonferenza addominale, diminuzione dell’indice HOMA di insulino resistenza, diminuzione del testosterone circolante, aumento della proteina legante gli ormoni e soprattutto aumento della ovulazione.

Pertanto, il “take home message” dell’intervento della prof Gambineri si può riassumere dicendo che la dieta chetogenica, in particolarevla VLEKT, è una reale strategia terapeutica con risultati promettenti, purché i meal replacement inseriti nella dieta siano di grande qualità biologica e nutrizionale.

Un protocollo dietetico come il Metodo PronoKal®, con i suoi 5 passi fondamentali che vanno dallo schema chetogenico alla reintroduzione graduale dei carboidrati a basso indice glicemico si inserisce in una visione globale del trattamento della PCOS, che non riguarda solo attenzioni al ciclo mestruale o alla ovulazione.

Intervenire con una dieta mirata, con l’obiettivo di arrivare ad una “salute metabolica” può realmente aumentare la qualità di vita delle donne, non solo in termini di fertilità ma per una migliore salute futura. Entusiasmo quindi per un approccio terapeutico multidisciplinare, dove la strategia dietetica VLEKT può veramente fare la differenza.

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