VLEKT e lipedema: il razionale endocrino-metabolico e il ruolo del Metodo PronoKal® nel ridurre la lipoinfiammazione
01 Apr 2026La Dott.ssa Cristina Robba, Nefrologa e Nutrizionista Clinica, approfondisce il ruolo della VLEKT nel trattamento nutrizionale del lipedema, riprendendo i contenuti presentati dalla Dott.ssa Adriana Carotenuto al corso patrocinato dalla Società Italiana di Endocrinologia. L’articolo illustra il razionale endocrino-metabolico di questo approccio e spiega come un percorso strutturato, come il Metodo PronoKal®, possa contribuire a ridurre la lipoinfiammazione e migliorare la composizione corporea nelle donne affette da questa patologia complessa.
“Se potessimo dare ad ogni individuo la quantità giusta di nutrimento ed esercizio fisico, né troppo né poco, avremmo trovato la giusta strada per la salute.”
Inizia con questa frase di Ippocrate la presentazione “VLEKT e lipedema” della Dott.ssa Adriana Carotenuto al corso di terapia dietetica chetogenica tenutosi a Napoli e Bologna negli ultimi mesi dell’anno scorso e patrocinato dalla Società Italiana di Endocrinologia sempre più interessata a promuovere ricerche in questo ambito clinico.
Sappiamo che il lipedema è una condizione clinica multifattoriale e complessa: solo dal 2022 è stata riconosciuta come entità autonoma dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Per anni il lipedema è stato inquadrato come semplice obesità e spesso confuso con il linfedema.
Il lipedema è invece una patologia cronica e progressiva che interessa più del 10 % della popolazione femminile, mentre è molto raro nel sesso maschile. Frequentemente è associato a sovrappeso e obesità, ed è caratterizzato da un accumulo patologico di tessuto adiposo sottocutaneo che si localizza prevalentemente agli arti inferiori in modo bilaterale e simmetrico, interessando principalmente fianchi e cosce, ma che può estendersi sino alle caviglie e colpire anche gli arti superiori. Pesantezza, dolore agli arti e presenza di ecchimosi complicano frequentemente il quadro clinico. Si tratta inoltre di un tessuto adiposo patologico, che non risponde alle comuni terapie dietetiche, avendo così un importante impatto negativo sulla qualità della vita, aumentando il senso di frustrazione con conseguente riduzione della autostima.
Le richieste di cura e trattamento di questa patologia sono in costante aumento ogni anno. Ecco quindi il razionale, come ha ben spiegato durante la sua lettura la Dott.ssa Carotenuto, di trovare una risposta terapeutica nutrizionale per le tante donne affette.
Linfedema, lipedema e obesità condividono una condizione di infiammazione sistemica cronica di basso grado: l’incremento del tessuto adiposo agli arti inferiori porta poi ad una disfunzione dei vasi linfatici verosimilmente su base meccanica da compressione e infiammatoria.
Ma per il lipedema esiste una dieta specifica? Come precisato nella lezione, sicuramente le persone che ne sono affette possono beneficiare di una dieta leggermente ipocalorica, ricca in fibre, moderata nell’apporto di sale, prebiotici e probiotici: una dieta dall’alto potere antiinfiammatorio.
Ecco, quindi, il razionale endocrino-metabolico per la prescrizione della dieta VLEKT nel lipedema: è stata infatti proposta come un approccio promettente, soprattutto nei casi associati a sovrappeso e obesità.
Un protocollo VLEKT, così come raccomandato dalla Società italiana di Endocrinologia e sottolineato dalla Dott.ssa Carotenuto durante il corso, attraverso la riduzione dei carboidrati e l’apporto adeguato di proteine di alto valore biologico, favorisce la produzione di corpi chetonici e attiva la “lipolisi” favorendo quindi la mobilizzazione degli acidi grassi.
La chetosi riduce poi le citochine infiammatorie, responsabili della lipoinfiammazione. La drastica riduzione della ritenzione idrica indotta da una dieta VLEKT aiuta la perdita di acqua tissutale, come viene evidenziato nelle pazienti che hanno adottato il Metodo PronoKal® ed effettuato bioimpedenziometrie per il controllo della composizione corporea durante la applicazione di questo metodo.
Le diete chetogeniche, come evidenziato dai numerosi studi clinici citati durante il corso, si propongono come l’approccio nutrizionale più promettente: infatti la elastocompressione, la integrazione di flebotonici ed eventuali trattamenti fisio-estetici mirano soprattutto ad alleviare i sintomi.
La VLEKT, con i meal replacements che aiutano il mantenimento e la stabilizzazione della chetosi è l’arma fino ad ora mancante per trattare il lipedema, condizione che non è solo legata al peso corporeo ma è una patologia con elevato grado di infiammazione sistemica.
